Guida Islanda

Reykjavegur

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La penisola di Reykjanes è una delle regioni più giovani dell’ Islanda, e quella che, più delle altre, è stata modellata dall’ attività sismica cui l’ isola è soggetta.

reykjavigur

Area geotermica di Reykjavigir
La Guida di Islanda.it

La penisola è la continuazione, sulla crosta terrestre, della faglia Medio – Atlantica, che separa due immense zolle della crosta terrestre che si allontanano alla velocità di due cm. ogni anno.

La Reykjanes è una faglia che taglia la penisola a metà, e raggiunge il sistema vulcanico più ad est, fino alla costa a sud – ovest, dove la faglia Medio – Atlantica entra nel mare, e continua per migliaia di chilometri, proseguendo la sua strada tra l’ America e l’ Africa.
La faglia è lunga più di 130 Km e si snoda da una regione geotermica all’ altra, congiungendo le 4 regioni geotermiche del sistema vulcanico peninsulare.
Il percorso non è difficile, sebbene alcuni di questi tratti siano lunghi più di 20 Km.

Attualmente, la faglia, costeggia l’ area più densamente popolata dell’ Islanda, anche se di per sè resta una zona inabitata e selvaggia.
Il paesaggio che attraversa è estremamente vario e caratterizzato da un enorme e impressionante numero di formazioni laviche, crateri, lava, grotte e condotti sotterranei e attività geotermiche, che testimoniano l’ attività vulcanica e sismica tipica della regione. La faglia è, in effetti, uno dei pochi luoghi sulla Terra dove è possibile osservare il fenomeno della deriva dei continenti da un’ area distintamente delimitata e accessibile. Le formazioni di lava e tufo vulcanico, risalenti all’ Era Glaciale, danno un’ indicazione di come può apparire la dorsale marina.

Le aree geotermiche presentano un paesaggio dai molti colori, con numerose pozze calde che ribollono, mentre Nesjavellir e Svartsengi sono stazioni termali affascinanti dove vengono sfruttate tecnologicamente le risorse geotermiche.
Oltre a questo tipo di attrazioni, la penisola è anche caratterizzata da un’ interessante vegetazione, felci e muschi che ricoprono la lava, boschetti di alberi, sopravvissuti nella regione o che sono stati coltivati dall’ uomo.
La penisola è soggetta, comunque, ad una continua attività erosiva, e in alcuni tratti, la faglia si trasforma in paesaggio desertico o in aree prative degradate.
I vecchi sentieri, percorribili sia a piedi che a cavallo, incrociano la Reykjavegur ed i molti tumuli, costruiti per segnare le rotte dei primi viaggiatori, rappresentano la muta testimonianza di un’ età passata.

La Reykjavegur è divisa in sette tappe. Altre ne sono previste per il percorso che collega Nesjavellir con Thingvellir. E’ possibile percorrere tutte le tappe con la macchina, e possono essere tutte visitate con un solo giorno di viaggio. Il percorso può anche essere diviso in più tappe di tre giorni, da Kaldarsel al nord – est, o in quattro giorni sempre da Kaldarsel verso sud – ovest. Nessuna zona della Rejkjavegur supera i 300 mt. sul livello del mare, fatta eccezione per le montagne di Blafellir dove si arriva ai 500 – 600 mt.

Il percorso è segnalato con dei cartelli blu e ci sono numerosi suggerimenti per prendere strade secondarie, verso le località di grande interesse, o città e villaggi vicini.

Alcune di queste strade sono indicate con segnalazioni di tutti i tipi.
Il terreno varia dalla brughiera alle distese di erica o muschio, dalla lava ricoperta di muschio alla sabbia o alla ghiaia.
La Reykjavegur è uno dei più lunghi percorsi con segnalazioni.
In ognuna delle tappe è possibile trovare alloggio o sistemazione in camping.
I bagni e l’ acqua sono a disposizione in ogni punto, eccetto a Hofdi, nelle vicinanze della montagna di Fagradalsfjall, dove i viaggiatori devono provvedere da soli al rifornimento d’ acqua.
E’ inoltre estremamente importante che i viaggiatori si attengano diligentemente al regolamento previsto dal Consiglio per la conservazione naturale dell’ Islanda.

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