Guida Islanda

Un pò di storia d’ Islanda

La storia dell’ Islanda, dall’ epoca della colonizzazione ai giorni nostri.

Tour ponte 25 aprile 2014

I primi abitanti dell’ Islanda furono monaci Irlandesi ( VIII sec. ), che considerarono l’ isola una sorta di eremo fino all’ inizio del IX secolo, quando giunsero i primi coloni provenienti dalla Norvegia.

Ebbe allora inizio l’ epoca della colonizzazione ( 870 – 930 ), durante la quale le lotte politiche che dilaniavano la penisola scandinava costrinsero molti a fuggire. L’ isola raggiunse circa i 40.000 abitanti nella metà del X sec. quando iniziò l’ immigrazione, in prevalenza scandinava, sollecitata dal re norvegese Aroldo I Harfager, che intendeva sbarazzarsi di alcuni nobili scomodi.
Con la partenza dei monaci fino all’ XI sec. si consolidò il paganesimo ma, da questo periodo in poi, cominciò gradualmente ad imporsi il cristianesimo.

L’ Islanda divenne cristiana nel 999 e questo creò una parvenza di unità nazionale in un periodo di lotte interne.
Il paese conobbe una grande fioritura nel secolo successivo, con pochi problemi interni e una prospera economia agraria.
L’ Islanda divenne poi una base di partenza per le esplorazioni dell’ Atlantico settentrionale: Erik il Rosso, figlio di un esiliato norvegese, crebbe in Islanda e colonizzò la Groenlandia nel 982.
Il figlio islandese di Erik, Leif Eriksson, viene comunemente considerato il primo europeo ad aver esplorato la costa del Nord America – che egli battezzò Vinland la Buona.
Una delle più attendibili saghe islandesi, tuttavia, ipotizza che Leif Eriksson abbia sentito parlare di Vinland da un altro islandese, Bjarni Herjolfsson, che l’ aveva avvistata 14 anni prima.
Qualunque sia la verità, queste spedizioni costituirono il materiale di una delle più grandi fioriture letterarie d’Europa.
La prima tradizione letteraria ad emergere fu la poesia, generalmente di argomento eroico.

La poesia perse la sua importanza durante l’ Età delle Saghe, dalla fine del XII secolo alla fine del XIII secolo, quando furono annotate e diffuse leggende epiche basate sui drammatici resoconti dei primi stanziamenti e sul racconto di avventure romanzesche e dispute.
Questo materiale diede una sorta di omogeneità culturale agli Islandesi, fornendo l’ argomento per affascinanti avventure da raccontare nelle lunghe e gelide notti invernali.
Il governo era retto da un’ assemblea di uomini liberi, la cui prima riunione risale al 930 ( Althing o parlamento ), fino a quando, nel 1262, il re di Norvegia Haakon IV impose la propria autorità.

All’ inizio del XIII secolo, il periodo di pace che durava da circa 200 anni finì.
Il paese entrò nella tristemente famosa epoca di Sturlung, un turbolento periodo di violenza e inganni politici.
Sfruttando l’ occasione favorevole, il re norvegese Hakon Hakonarson invase il paese e l’ Islanda divenne una provincia della Norvegia da saccheggiare a piacimento.
Ad aggravare ulteriormente la situazione ci pensò il vulcano Hekla, che eruttò nel 1300, nel 1341 e nel 1389, provocando morti e distruzioni.
Anche ricorrenti epidemie sconvolsero il paese e la Morte Nera che colpì la Norvegia nel 1349 ridusse in modo considerevole commerci e rifornimenti.

La situazione peggiorò notevolmente con l’ unione della Norvegia e della Danimarca nel 1380: si impose violentemente la riforma luterana nel 1550 ed in più fasi, le spedizioni di Barbareschi sulle coste ( 1579, 1613, 1627 ), resero ancora più difficile la vita ai pescatori di merluzzo olandesi e francesi.
In seguito, una serie di circostanze negative quali il vaiolo ( 1707 ), le eruzioni vulcaniche ( 1765, 1783 ) e la carestia ( 1785 ) provocata dal governo della Compagnia Danese d’ Islanda ( fondata nel 1732 ), decimarono la popolazione.
Alla fine del XVIII sec. Reykjavik, che diventerà poi la capitale dell’ Islanda, riuscì comunque a trasformarsi da piccolo villaggio a città.
Ci fù un tentativo di ottenere l’ autonomia nel 1809, ma l’ isola , con la pace di Kiel ( 1814 ), rimase alla Danimarca che le concesse comunque l’ ammissione di due deputati islandesi nel parlamento danese ( 1834 ), istituendo a Reykjavik un consiglio di dieci membri ( 1838 ), e ricostituendo l’ Althing ( 1843 ) che era stato sciolto nel 1798.

Nel novembre del 1918 venne realizzata l’ Unione tra Danimarca e Islanda ed è da qui che iniziò la vera autonomia dell’ isola, che divenne indipendente, pur all’ interno del regno di Danimarca.
Durante seconda guerra mondiale l’ Islanda, per la sua posizione geografica, ebbe un’importanza strategica.
Dopo che i tedeschi invasero la Danimarca, nel maggio del 1940 l’ Islanda fu occupata da truppe britanniche e poi, nel 1941, da quelle americane che si insediarono sull’ isola costruendo basi aeree.

Nel 1944 si sciolse l’ unione con la Danimarca e l’ Islanda divenne una rebubblica indipendente ( 17 giugno 1944 ).
Nel 1949 l’ Islanda a malincuore dovette rinunciare alla sua neutralità ed accettare la protezione della Nato; si ebbe l’ adesione al Patto Atlantico e l’ accordo dell’ utilizzo della base aerea di Keflavik ( 1951 ) da parte degli Stati Uniti.
L’ opinione pubblica si dimostrò contraria e ne pretese lo sgombero dopo il 1956.
Gli Statunitensi sono ancora presenti nell’ isola, a dispetto dei tanti Islandesi che li vorrebbero veder partire.
Sempre in quegli anni le autorità islandesi decisero di estendere da 4 a 13 miglia il limite territoriale per la pesca e da qui sorsero contrasti con la Gran Bretagna, che arrivò a far proteggere i propri pescherecci da navi da guerra ( 1958 ).

Gli Inglesi sono incorsi nelle ire islandesi quando si sono rifiutati di riconoscere l’ ampliamento dei diritti territoriali di pesca negli anni 70.
Per alcuni anni, gli attriti tra le cannoniere islandesi e le navi da guerra britanniche nelle cosiddette Guerre del Merluzzo hanno caratterizzato la stagione della pesca.
Nel novembre del 1962 fu stipulato un accordo di cooperazione con Danimarca, Finlandia, Svezia e Norvegia.
Negli ultimi anni, l’ economia islandese è apparsa in difficoltà: le quote di pesca sono state ridotte, la disoccupazione è cresciuta e la krona si è svalutata.
Anche i conflitti tra le organizzazioni ambientaliste e l’ industria baleniera islandese, che si è separata dalla Commissione Internazionale per la Pesca delle Balene nel 1992, non ha favorito la situazione.
Tuttavia l’ economia dà ora segni di ripresa, mentre i migliori sistemi di comunicazione e una popolazione urbanizzata hanno considerevolmente ridotto l’ impatto dei disastri naturali.

Nel 2000, nella speranza di invertire la tendenza negativa dell’ economia, il governo ha approvato un accordo senza precedenti con la società ” deCODE Genetics “, che prevede la creazione di un database contenente dettagliate informazioni genetiche, nonché il codice del DNA di tutti gli abitanti dell’ Islanda.
La relativa omogeneità del gruppo di geni di persone con occhi blu, biondi discendenti di un numero ristretto di coloni vichinghi, promette di fornire una chiave di lettura in merito alle disfunzioni di origine genetica, e di assicurare inoltre un solido introito per il paese; centinaia di milioni di dollari stanno già affluendo.

In base alla Costituzione del 17 giugno del 1944 l’ Islanda è una rebubblica indipendente e sovrana.
Il potere esecutivo spetta al governo designato dal presidente della repubblica ( che è eletto a suffraggio universale per quattro anni ) e responsabile davanti al parlamento.
Il potere legislativo è attribuito a un parlamento ( Althing ), eletto anch’ esso per quattro anni e composto da due camere: la camera alta e la camera bassa.

Come è Governata oggi l’ Islanda

L’ Islanda è una repubblica costituzionale con un sistema multi – partitico. Il capo dello Stato è il Presidente. Il potere esecutivo è esercitato dal governo. Il potere legislativo spetta sia al Parlamento che al Presidente. La magistratura è indipendente dal potere esecutivo e legislativo.

Ogni quarto anni l’ elettorato sceglie, a scrutinio segreto, 63 rappresentanti che siederanno in Parlamento ( Althingi ). Chiunque ha diritto di voto, con l’eccezione del Presidente e dei Giudici della Corte Suprema, può essere eletto in Parlamento. A seguito di ogni elezione, il Presidente dà mandato a un leader di un partito politico per formare un governo, di solito il leader del partito più votato. In caso di insuccesso; il Presidente chiederà ad un’ altro leader politico di formare un governo. Il gabinetto dei ministri rimane al potere fino alle successive elezioni generali o alla formazione di un nuovo governo. I Ministri non hanno diritto di voto in Parlamento, solo i Parlamentari eletti hanno il diritto di voto.

Il Presidente è eletto con voto popolare diretto per un mandato di quattro anni, senza alcun limite di mandati.

Il Potere giudiziario spetta alla Corte suprema e ai tribunali distrettuali.

A seguito della crisi economica del 2008, il 27 novembre 2010 è stata eletta una Consulta Costituzionale con lo scopo di redigere la bozza di una nuova Costituzione. Il processo di stesura ha visto per la prima volta l’utilizzo del crowdsourcing. Il 29 luglio 2011 la Consulta ha presentato al Parlamento la bozza della nuova Costituzione ed il 20 ottobre 2012 è stata approvata anche tramite un referendum popolare, per essere utilizzata come base per la riforma da approvare entro le elezioni politiche della primavera del 2013.

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