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La lingua Islandese

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Per gli islandesi la lingua madre è molto di più che un semplice sistema di comunicazione. E’ l’ essenza stessa della conoscenza, della cultura e delle tradizioni.

 

alfabeto

Alfabeto Runico e Alfabeto Islandese
La Guida di Islanda.it

 

Quello che in altri paesi è considerto come il normale sviluppo del linguaggio, in Islanda è considerata una sciagura nazionale. Esiste persino una speciale commissione accademica incaricata di coniare le nuove parole e così ad esempio il telefono è stato denominato sími da un antico termine che significava ” filo ” o ” tölva ” ( computer ) che deriva dalle parole ” tala ” ( numero ) e ” völva ” ( profetessa ).

La lingua islandese, negli ultimi secoli, non ha subito variazioni importanti, così il turista straniero che volesse orientarsi in una strada di Reykjavik, troverà serie difficoltà a districarsi in quel labirinto di lettere strane che derivano dall’ alfabeto runico, che somigliano alle lettere del nostro alfabeto ma che si leggono in un altro modo.

Queste lettere sono la ” thorn ” ( Þ ) che sembra una ” p ” ma che si legge come il ” th ” inglese, la ” Edh ” ( ð ) che è una specie di ” dh ” come nel ” that ” degli inglesi e la ” ae ” ( æ ) che si pronuncia ” ai “.

Per gli islandesi l’ uso dell’ antica lingua dei vichinghi è una nota d’ orgoglio, un segno del forte legame col passato, tanto che gli islandesi, uomini colti, traducono in lingua islandese i libri degli autori stranieri, proprio per mantenere in vita l’ antica lingua dei vichinghi. Così gli islandesi possono leggere con disinvoltura sia l’ ultimo bestseller del momento che saghe, carmi eroici o opere medievali.

L’ antica lingua germanica, da cui derivano tutte le moderne lingue scandinave, è il norreno che nel Medioevo era parlata in tutto il Nord Europa.
Col passare dei secoli il norreno si è diversificato a seconda dei diversi paesi, ma in Islanda, a causa dell’ isolamento geografico, il norreno è rimasto quasi inalterato, a parte la grafia e la pronuncia.
In questo sforzo di mantenere la lingua islandese più pura possibile, capita che per introdurre nuovi termini, legati soprattutto alle nuove tecnologie, si faccia ricorso sempre a parole vichinghe, attingendo dall’ antico vocabolario e usando l’ accortezza di unire più parole o di cambiarne il significato. Il risultato è che molte parole assumono un significato vagamente sacro, anche quei termini che di sacro non hanno niente, come quelli legati ad Internet e alle nuove tecnologie o a parole inglesi che nelle altre lingue sono diventati di uso corrente.

Un degli aspetti più importanti per comprendere l’ importanza data al proprio linguaggio è conoscerne la sua poesia. Già nell’ antichità questa pratica letteraria era diffusissima tra la popolazione, e tra il nono ed il tredicesimo secolo i poeti ospitati presso le corti scandinave, erano quasi esclusivamente islandesi, più di un centinaio.

Nella cultura islandese il poeta ( skald ) apparteneva ed appartiene ad una cerchia ristretta . Un tempo cantore delle gesta di eroi e infiammatore d’ animi, con il passare del tempo è divenuto uomo socialmente impegnato ed emblema delle lotte per l’ indipendenza. Attraverso prosa e poesia, in un linguaggio pressochè immutato nei secoli, è racchiusa l’ essenza degli islandesi in un trittico che ben rappresenta il paese; lingua, terra e nazione.

Le lettere che compongono l’ alfabeto islandese sono in totale 32.
29 sono identiche a quelle utilizzate in italiano ( con l’ aggiunta delle vocali e della Y accentate, della lettera Ö e con la mancanza della C e della Q ) e con l’ aggiunta di 3 caratteri speciali Ð / ð, Þ / þ e Æ / æ.

La lettera W, anch’ essa non presente nell’ alfabeto ( come del resto la C e la Q ) vengono utilizzate unicamente nelle traduzioni.

Bisogna anche dire però che non tutte le lettere vengono utilizzate, e ai giorni nostri esiste ancora qualche differenza tra le varie correnti di pensiero sulla correttezza dell’uso di alcune di esse. Ad esempio la Z, al tempo bandita ufficialmente e sostituita con la S, di cui ha lo stesso suono, viene ancora utilizzata su alcuni quotidiani.

A a, Á á, B b, D d, Ð ð, E e, É é, F f, G g, H h, I i, Í í, J j, K k, L l, M m, N n, O o, Ó ó, P p, R r, S s, T t, U u, Ú ú, V v, X x, Y y, Ý ý, þ Þ, Æ æ, Ö ö

L’ aspetto solitamente complicato per chi si cimenta in pratiche di scrittura, è riuscire a scrivere proprio i caratteri speciali.
In Windows esiste una codifica speciale al fine di poter scrivere tali caratteri come indicato in tabella.
Tenendo premuto il tasto Alt e contemporaneamente digitando la sequenza numerica indicata vedrete apparire come per magia la lettera tanto sospirata.

A questo link le istruzioni per digitare i caratteri speciali su Windows, Mac e Linux: http://www.fabule.it/caratteri.htm

Avendo la particolarità di queste lettere speciali talvolta le traduzioni implicano alcune varianti sulla scrittura.

Odinn Aegir Thorsson
Óðinn Ægir Þórsson

Gudmundur Agust Johannsson
Guðmundur Ágúst Jóhannsson

 

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