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Letteratura moderna dell’ Islanda

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L’ Islanda è un paese di lettori forti, come del resto tutti i paesi Scandinavi, e in rapporto alla scarsa densità della popolazione, dei suoi paesaggi primigeni, ha dato luce a molti scrittori di rilievo per la letteratura in generale.

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Due tra questi sono Halldor Kiljan Laxness ( 1902 – 1998 ), e Thor Vilhjamsson ( 1925 ).

Il primo ha ricevuto il premio Nobel per la Letteratura nel 1955 perché – è scritto nella motivazione – “ la sua opera epica ha rinnovato l’ arte e la letteratura islandese ”. E’ curioso che entrambi gli autori siano in qualche modo legati all’ Italia. Laxness soggiornò a Taormina tra il 1925 e il 1926, ricevendone una forte impressione di umanità ( che ricorderà anche nel Diario del 1963 ); qui scrisse il suo primo importante romanzo ” Il grande tessitore del Kashmir “.

Thor Vilhjamsson, che è anche saggista e traduttore, ha tradotto anche autori italiani, quali Umberto Eco e Susanna Tamaro.

I temi che gli autori islandesi moderni trattano, non sono più soltanto quelli della tradizione epica o della lunga stagione della letteratura religiosa legata al luteranesimo. La scrittrice Svava Jakobsdottir parla, ad esempio, della condizione femminile, mentre la vita urbana della capitale Reykjavík è al centro di molti romanzi di E. Gudmundsson, sebbene la natura così potente del paese abbia sempre un ruolo importante, ad esempio nei libri di Helgason o di Bergsson.

Diversi scrittori islandesi sono pubblicati oggi in Italia, distribuiti in vari cataloghi. Importante è anche il lavoro dei pochi ed eccellenti traduttori dall’ islandese, che molto spesso svolgono anche una vera e propria attività di scouting presso le case editrici.
Abbiamo stilato una bibliografia che non esaurisce il panorama dei libri islandesi tradotti in italiano ma fornisce un”indicazione sui titoli che attualmente si possono trovare con più facilità in libreria e in biblioteca.

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Alcuni autori e opere, Islandesi e stranieri, della letteratura moderna.

Halldor Laxness è stato, senza dubbio, il più grande autore islandese del novecento, premio nobel della letteratura nel 1955.

Nato a Reykjavik, pubblicò la sua prima opera ” Barn natturar ” ( Figlio della natura ) a soli diciassette anni.
Purtroppo della sterminata bibliografia laxnessiana pochissimi sono i titoli tradotti in italiano: ” Salka Valka “, ” Base atomica in Islanda ” e ” Cronache di Brekkukot “, libri fuori catalogo ormai da molti anni ma ancora reperibili nelle biblioteche.
In un idilliaco clima estivo, in cui il fascino della natura d’ Islanda agisce come un incantesimo, inizia nei toni e nei modi della fiaba il racconto ” L’onore della casa ” – Iperborea, l’unica sua opera tradotta di recente e attualmente reperibile in libreria.
E’ una storia dall’ impianto tradizionale, che riesce a sorprendere per imprevedibilità e invenzione.
Attraverso il genere letterario della fiaba volutamente ” rovesciata “, Laxness racconta la storia delle vite di Rannveig e Thurithur, due sorelle, entrambe bellissime, una bionda e l’ altra bruna, che rappresentano Rispettabilità contro Sincerità.
Un romanzo breve che descrive con ironia, amore e realismo i costumi e i sentimenti della gente di una terra lontana, e cela una critica, spietata e divertita insieme, della società borghese del suo tempo.
Laxness si è spento agli inizi del ’98, all’ età di novantasei anni.

Oltre a Laxness, tra le opere di autori contemporanei, alcune liriche di poeti islandesi sono state inserite in due antologie di poesia scandinava: ” Camminando nell’ erica fiorita ” e ” Lirica scandinava del dopoguerra “.

Opera di Einar Mar Gudmundsson, uno dei più noti giovani autori islandesi, è ” Angeli dell’ universo ” – Iperborea.
Nella tradizione dei grandi folli letterari, da Macbeth e Lear, a Raskolnikov di Dostoevskij, allo Strindberg di Inferno, e ispirato alla vita del fratello Palmi, malato di schizzofrenia, questa ” autobiografia di un folle ” è al tempo stesso ritratto di una città e di un’ epoca, e della disgregazione della società contemporanea.
L’ idea da cui parte questo romanzo è simile a quella de ” I figli della mezzanotte ” di Salman Rushdie: il 30 marzo 1949, data d’ ingresso dell’ Islanda nella Nato, è anche quella della nascita di Pall, il protagonista.
Un veggente gli predice un destino speciale che Pall ripercorre, quando ha già deciso di prendere congedo da questo mondo terreno, raccontando se stesso e le persone che ha incontrato.
E, soprattutto, tracciando un moderno e lucidissimo ” elogio della pazzia ”

Significativa la motivazione con la quale il romanzo si è aggiudicato nel 1995 il prestigioso Premio del Consiglio Nordico: ” La civiltà e il mondo vengono percepiti attraverso la follia poetica nell’ intimo di un malato di mente. L’ umorismo sottolinea la serietà, l’ ingenuità, l’ ironia.
Il romanzo getta una nuova luce sulla realtà che abbiamo l’ abitudine di definire normale.”

Di recente pubblicazione è ” Il viaggio di ritorno ” di Olaf Olafsson – Corbaccio.
E’ la storia di una donna, perfetta cuoca e padrona di casa, che gestisce un albergo di classe nella campagna inglese.
Disa ha un passato misterioso, tormentato e terribile.
Ad un certo punto della sua vita decide di partire e tornare in Islanda, il paese dove è nata, per fare i conti con un’ esperienza drammatica che l’ ha segnata profondamente, impedendole di essere felice. E’ durante il viaggio di ritorno che Disa si trova faccia a faccia con se stessa.

Lars Gustafsson, nato a Västerås nel 1936, poeta, romanziere, filosofo, saggista, ha scritto ” La vera storia del signor Arenander “.
Nel ” Viaggio al centro della terra ” di Verne, più volte ricordato nel romanzo, nelle gallerie che partendo da un vulcano spento in Islanda conducono sempre più giù negli strati sotterranei, gli esploratori sentono tutto il tempo scorrere dell’ acqua nella roccia, la sentono chiaramente, ma non riescono mai a raggiungerla.
La vita, per Gustafsson, è come quell’ acqua irraggiungibile che gli scorre accanto.

E’ edito dalla Casa Editrice Le Lettere il romanzo di Sveva Jakobsdottir ” Tutto in ordine “.
In uno stile narrativo sempre in bilico fra realismo e surrealismo, questa selezione dai vari volumi di racconti della Jakobsdottir, apparsi in Islanda fra il 1965 e il 1989, offre uno spaccato inedito sulla letteratura nordica femminile e sulla realtà islandese contemporanea.
Ne emerge il ritratto di un’ isola dura, difficile, dove la natura non è benigna e condiziona i rapporti e gli scambi sociali: una vita da vivere costantemente, senza un motivo, alle pendici di un vulcano. Sveva Jakobsdottir è nata a Reykjavík nel 1930.

Altro testo tradotto in italiano è ” La simmetria imperfetta ” di Johan Thor Johansson, Fara Editore.
Racconto dall’ avvincente struttura ipertestuale, che ne permette una lettura “ a specchio ”, ci narra avventure che sono anche un viaggio all’ interno dell’ anima del protagonista e di chi ne leggerà la storia.

E’ di Gudbergur Bergsson, ” Il cigno “, Casa Editrice Il Saggiatore.
Nelle saghe islandesi del XIII secolo, si narra che i criminali venissero inviati a scontarela loro condanna nell’ entroterra dell’ isola,una sorta di pena di morte, vista l’ immensità di quella terra gelata e desertica. Allontanata dalla sua città natale sulla costa e dai suoi genitori, come punizione per alcuni furtarelli, una bambina di nove anni viene ” esiliata ” in campagna, in una fattoria sperduta, dove dovrà svolgere piccole incombenze quotidiane e da cui tornerà quando ” la gente avrà dimenticato “.
I suoi tutori, l’ agricoltore proprietario della fattoria e la moglie, le riservano un’ accoglienza piuttosto fredda; e certo la loro figlia, ribelle, inquieta e angosciata da un aborto a cui ha dovuto sottoporsi, non ha tempo da dedicarle.
Solo il bracciante che lavora stagionalmente nella fattoria, uomo debole e avido di qualsiasi contatto umano, le presta attenzione, spesso varcando i confini tra il paternalismo e un più sinistro interesse sessuale.
In quella brevissima estate islandese, la bambina nata e cresciuta in città, si scontra con una natura ostile, dura, ben rappresentata da quel cigno, che per difendere il suo piccolo, uccide davanti a lei un agnello.
” Racconti magici islandesi “, a cura di Alan Boucher (Arcana, Milano 1988): per scoprire il mondo incantato della tradizione islandese.

Interessante ancora ” Estremo Nord: lungo le rotte dei Vichinghi ” di Lawrence Millman.

L’ autore, un americano, descrive le impressioni raccolte durante alcuni mesi trascorsi nelle zone più sperdute dell’ isola e di un solo weekend per le strade della capitale. Scritto con irresistibile umorismo, il libro è una carrellata di stranissimi personaggi incontrati da Millman nel suo vagabondare.
E se alcuni di essi vi sembreranno assurdi, o perlomeno improbabili, provate a girare per Reykjavik il venerdi sera.

Sempre sui vichinghi potete leggere di F. Donald Logan ” Vichinghi ” – Piemme.
I vichinghi erano il terrore dei mari, avevano lunghi capelli biondi, esibivano tatuaggi dalla punta dei piedi alla testa e non si lavavano mai.
Ma hanno scoperto l’ America cinque secoli prima di Colombo e hanno prodotto una grande e insospettata cultura: tutto ciò che avreste voluto sapere sul popolo del Nord lo troverete in questo godibilissimo saggio ripubblicato di recente.

Tutta la Grande Avventura dei vichinghi è narrata anche nell’ affascinante storia di Oddr l’ Arciere, uno dei più celebri ed amati eroi della letteratura islandese.
Viaggi in terre lontane reali e incantate, battaglie, combattimenti contro mostri e titani: “ Saga di Oddr l’ arciere ” – Iperborea.

Altra importante lettura per chi si accinge a visitare l’ Islanda è ” Viaggio al centro della Terra ” di Jules Verne (Rizzoli, Milano 1991 e altri), contiene descrizioni di Reykjavík e dello Snaefellsjokull, il vulcano di ghiaccio che rappresentava l’ ingresso al centro della terra.
E’ un racconto lungo ma non barboso che unisce, alla fantasia e all’ originalità della storia, la realtà dei luoghi in cui si svolge la vicenda.
Il libro è ambientato nell’ Ottocento; i protagonisti sono un docente di mineralogia, molto preciso e impulsivo, e suo nipote; i due intraprendono una impossibile avventura nel sottosuolo, seguendo gli indizi di un antico manoscritto.
Il ritmo del racconto non è velocissimo; ma il linguaggio scorrevole e la storia avvincente rendono la lettura molto veloce.
Suggeriamo questo libro a chi vuol leggere una storia molto appassionante e a chi desidera un romanzo fantastico, ma che non si stacchi troppo dalla realtà.

” Lettere dall’Islanda ” di Wystan Hugh Auden è un diario di viaggio in versi e in prosa: la testimonianza da una terra ricca di contrasti che ispira pagine di grande interesse letterario.

Si ride molto leggendo ” Chiarori “, ambientato in un’ Islanda quasi da operetta, in cui tutti sono un po’ parenti e molto poeti, e in cui la vita della polis è amabilmente riprodotta in episodi da farsa: ministri che giocano a Scarabeo in cucina, vescovi brilli a banchetti di nozze, colpi di stato per mancanza di rafano, ambasciatori esautorati per sequestri di palloni, feste di bambini per risolvere casi diplomatici.
1996 – Traduzione dallo svedese e postfazione di Fulvio Ferrari.
E’ un romanzo di Goran Tunstrom, nato a Sunne, nel Värmland, nel 1937, e scomparso nel febbraio 2000 a Stoccolma, Premio del Consiglio Nordico e Gran Premio del Romanzo, è uno dei più originali romanzieri svedesi, da annoverarsi tra i grandi di questo secolo.
Tra gli altri riconoscimenti ha ottenuto il Premio Selma Lagerlof e il prestigioso August Priset.

Un romanzo che si immerge in una dimensione sociale per certi versi molto vicina a quella dei ” giovani ? ” italiani è “ 101 Reykjavik ” di Hallgrímur Helgason ed. Guanda 2001, p. 372 trad. dall’ islandese di Silvia Cosimini
A trent’ anni suonati, Hlynur non ha ancora trovato la forza di recidere il cordone ombelicale e vive ancora a casa della madre divorziata, Linda. Raramente si alza prima del crepuscolo; la notte la trascorre solitamente navigando su internet o vegetando davanti alla televisione. Non mancano però le serate passate con i due inseparabili amici alla ricerca di qualche conquista e di nuove sbronze nei soliti locali notturni che si trovano nel centro storico di Reykjavik, codice di avviamento postale 101.

Dello stesso autore anche “ Il più grande scrittore d’ Islanda ” ed. Guanda 2003, p. 488 trad. dall’ islandese di Silvia Cosimini.
Un vecchio si sveglia all”improvviso dal sonno ritrovandosi in aperta campagna, senza riuscire a ricordare il proprio nome né tantomeno i motivi che lo hanno portato lì. Ma a poco a poco capisce di essersi svegliato nel 1952, quasi cinquant”anni dopo la sua morte, e di essere uno scrittore. Infatti è proprio lui che crea tutto quello che lo circonda, dalle persone all”ambiente, in quell”illusione che si chiama letteratura, diventando quindi protagonista forzato di un romanzo che ha scritto lui stesso.

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One Response to Letteratura moderna dell’ Islanda

  1. […] Per chi volesse approfondire con opere e autori sulla letteratura islandese, qui c’è un ottimo articolo che mi è stato di molto aiuto: http://www.islanda.it/wordpress/letteratura-moderna-dell-islanda/ […]

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