Jólasveinar. Siete stati buoni o cattivi?

Dic 12, 14 • NewsNo Comments

Jólasveinar, conosciuti come ” Ragazzi di Natale ” o ” Elfi di Natale “. Conosciamoli meglio.

Stufur

Oggi in Islanda è arrivato il primo dei Jólasveinar, i tredici Elfi di natale islandesi che portano i doni ai bambini. Ma prima di vedere chi è cosa ci ha portato, scopriamo qualcosa di più su di loro e su questa tradizione tutta Islandese.

Come prima cosa diciamo che gli Jólasveinar appartengono a quello che gli islandesi chiamano ” hiden people “, ( popolo nascosto o invisibile ), ma per quello strano senso di riservatezza che gli islandesi hanno rispetto all’ argomento, questi vengono oggi chiamati ” i ragazzi di Natale ” ( Yule Lads ).

Come ormai sappiamo, gli Elfi islandesi non sono propriamente relazionabili con gli Elfi che abitualmente possiamo vedere nella varie saghe, racconti o immagini che vengono divulgate, anche se alcune delle loro caratteristiche sono simili a quelli che ci vengono proposti e che fanno orma parte dell’ immaginario comune.

Hanno le orecchie appunta come gli Elfi che appartengono all’ immaginario comune, ma diversamente da questi, non sono belli, non sono alti, non indossano particolari vesti sgargianti e sopratutto non sono ne buoni ne nobili d’ animo.

Il perchè di queste loro caratteristiche va ricercato nella loro natura, che come tutto ciò che appartiene alla tradizione della storia antica dell’ Islanda non ha certa fonte. Questo, probabilmente, è da attribuire alla comparsa della scrittura come metodo di tramandazione della storia in Islanda, ed il fatto che questa sia apparsa dopo la conversione al cristianesimo ha sicuramente avuto un ruolo determinante ( a quel tempo i cristiani non erano molto tolleranti ed in quanto ai metodi di conversione… beh lasciamo perdere ).

Ma torniamo ai nostri Ragazzi di Natale.

Come prima cosa la loro natura è decisamente diversa da come viene oggi descritta dagli islandesi, che se da una parte sono orgogliosi del fatto che i loro Bimbi ricevano la vista di ben tredici ” Babbi Natale “, dall’ altra ci tengono a sottolineare che gli Jólasveinar non hanno nulla a che fare con Babbo Natale, ne per discendenza ( San Nicola ), ne per la loro tradizionale funzione.

Se infatti chiedete ad un’ islandese qualcosa al riguardo, questi avrà premura di sottolineare che la venuta dei tredici Elfi di Natale, non necessariamente coincide con tredici bei doni per i bambini.

Infatti i Jólasveinar discendo dai Troll e precisamente da due dei Troll più orrendi conosciuti in Islanda: Gryla e Leppaludi.

Quindi, nei tempi antichi la funzione dei Jólasveinar non era affatto quella di portare doni ai bambini, anzi tutt’ altro. Se nella nostra tradizione, con l’ avvicinarsi del Natale, i genitori esortano i figli a comportarsi bene, altrimente Babbo Natale non gli porterà il regalo da loro desiderato, nei tempi antichi, in Islanda, i genitori usavano i Jólasveinar come vera è propria minaccia nei confronti dei propri figli. Minaccia che sicuramente andava a buon fine, visto che i Jólasveinar erano figli dei due più terrificanti Troll dell ‘Islanda.

La cosa può sembrare un tantinello esagerata, ma in realtà non lo è, tanto che le autorità nel 1746, emisero un decreto pubblico che vietava ai genitori di utilizzare Troll, Demoni, Mostri e anche i Jólasveinar, come metodo di persuasione per indurre i propri figli a comportarsi bene.

Così, per effetto del decreto i ” ragazzi di Natale ” persero il loro aspetto maligno e terrificante, ed anche se erano sempre dei furfanti mascalzoni, cessarono di essere una minaccia per i bambini islandesi.

Soltanto nel 20° secolo iniziò una vera e propria contaminazione per gli Jólasveinar. Essi iniziarono ad indossare abiti rossi, come gli gnomi di Natale danesi ed iniziarono ad avere un comportamento gentile nei riguardi dei bambini, lasciando loro dei doni nelle scarpe che i bambini mettevano fuori dalla finestra.

Hanno però mantenuto alcune caratteristiche tradizionali; la loro residenza sulle montagne, il loro numero ed i loro nomi, anche se su i nomi c’è qualche discrepanza. Infatti nomi diversi possono essere trovati in racconti e storie popolari. I nomi con i queli i ragazzi di Natale sono oggi conosciuti dalla maggioranza degli islandesi sono quelli che vengono citati in una poesia di Johannes Kotlum, che si trova nel libro Jolin Koma ( Natale si avvicina ) del 1932.

Ma vediamo chi arriverà oggi.

Stekkjastaur ( Palo di recinto ) è il primo ad arrivare.

 

Stekkjastaur tormenta le pecore nella stalla, ma la cosa gli rimane difficile visto che ha le ginocchia di legno.

 

Islanda.it

 

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