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Jokulsargljufur National Park

Dal 2008 il Jokulsargljufur National Park è stato accorpato per dipendenza al Vatnajokull National Park anche se non adiacente per territorio.

 

Il parco è stato istituito nel 1973 ed è situato sul lato sinistro del fiume Jokulsa a Fjollum, a nord est dell’isola.

La sua estensione è di circa 30 km dalla cascata di Dettifoss in direzione nord coprendo circa 125 kmq.

L’ intera area, raggiungibile dalla strada 85 o dalla 864, si sviluppa lungo il canyon formato dal fiume glaciale, ed è sotto il controllo e la gestione dell’ Environment and Food Agency che si occupa di preservare la fauna la flora e le caratteristiche formazioni laviche di una delle zone storicamente più importanti dell’ isola.

Nei secoli passati l’ area è stata una delle zone maggiormente popolate dell’ intera isola. Questo grazie al particolare microclima che regna nella regione e per i suoi ampi pascoli.

Nel 18° secolo l’ intera area venne completamente devastata dall’ alluvione del Jokulsa a Fjollum che distrusse gran parte dei centri abitati e rese sterili gli i pascoli, decretando la fine della prosperità dell’ intera area.

Salvo alcune eccezioni ( quali la presenza del poeta Einar Benediktsson ( 1864 – 1940 ) che vi abitò nel periodo più fecondo della sua poesia ) l’ intera zona, compresa l’ area di Asbyrgi è rimasta completamente disabitata.

Nel 1928 l’ area venne rilevata dalla Icelandic Forestry Commission.

Per varietà di strutture naturali, flora e fauna è forse una delle più interessanti aree islandesi. Il Jokulsa a Fjollum, nato dalla calotta del grande Vatnajokull, si riversa in mare a nord in corrispondenza della baia di Oxarfjordur, dopo aver creato uno dei canyon più grandi del paese ( il Jokulsargljufur ), la cascata più grande per estensione del fronte d’ acqua d’ Europa, Dettifoss, ed una miriade di grotte e formazioni laviche particolarissime ed ampie valli ricche di vegetazione.
L’ area appartiene alle placche di palatonite nord islandesi ed è il risultato di ampie attività vulcaniche antiche e recenti, glaciazioni e violentissime eruzioni ed alluvioni, che con il passare del tempo hanno lasciato sul territorio tracce uniche di conformazione del territorio.
Colonne maestose di basalto, cascate, grotte, tracce di antichissimi crateri, picchi; la rappresentazione delle forze della natura.

Da sud, dopo la maestosa cascata di Dettifos, nella zona di Hafragil il fiume ha letteralmente spazzato via la metà di un cratere, il Raudholar, ed ora la gola è un accavallarsi di nuove cascate. Poco più in su, gli argini del fiume si abbassano fino a scoprire l’ ampia valle di pascoli e piane verdi. Dai margini di entrambe le valli ad est, Forvod, e ad ovest, Holmatungur, si tuffano diversi fiumi ( Holma, Stalla e Melbugsa tra i maggiori ) che formano un lungo susseguirsi di belle cascate. Procedendo ancora a nord si raggiunge Svinadalur e in successione la valle di Vesturdalur, sede del campeggio, e l’area di Hljodaklettar. Entrambe le aree sono ricche di vegetazione e di formazioni rocciose spettacolari tutte formate dalla forza erosiva delle acque dell’ impetuoso fiume. Karl e Kerling sono 2 massicci che assomigliano molto ad un paio di ” trolls pietrificati ” e che si trovano proprio in riva al fiume e di fronte alla grande area di Hallhofdaskogur, nota per la sua lussureggiante vegetazione.
Da questo punto il canyon si restringe di nuovo fino ad arrivare ad Asbyrgi, ad appena 9 Km a nord.
Prima di questa località si apre la zona di Asheidi ad ovest e di Landsbjorg ad est. La prima si affaccia con un ampissimo strapiombo sulla piana di Asbyrgi.
Ad est della valle si trovano i resti della fattoria di As ed il piccolo lago di Astjorn.

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