Guida Islanda

I Vulcani e le eruzioni in Islanda

In Islanda sono presenti tutte le tipologie di vulcani.

 

I Vulcani in Islanda La Guida di Islanda.it

Il più singolare è sicuramente il Grimsvotn, vulcano subglaciale ( al disotto di un ghiacciaio ) posizionato esattamente al centro del grande Vatnajokull. La caldera, profonda 500 metri e ampia 35 chilometri quadrati, contiene un lago completamente ghiacciato.

Lì sotto, le solfatare di Grimsvotn, continuamente in attività, sciolgono il fondo del lago: le acque residue si accumulano traboccando in media ogni cinque anni e provocando inondazioni spettacolari e altamente distruttive con un flusso d’ acqua di diecimila metri cubi al secondo.

Nel 1918 Katla, un altro vulcano subglaciale che sta alle spalle di Vik, ebbe un’eruzione che durò due giorni, durante la quale scaricò duecentomila metri cubi d’acqua al secondo.

Oltre ai vulcani subglaciali, sono presenti in Islanda praticamente tutti gli altri tipi di vulcano esistenti al mondo. Ogni tipo ha il suo nome.
Hekla, il più famoso vulcano islandese, è ritenuto dai più un vulcano a scudo.
Una delle sue più grandi eruzioni cominciò l’ 11 luglio del 1300 e durò circa dodici mesi, con esplosioni che si sentivano in ogni parte dell’ isola, mentre la terra era percorsa da violenti terremoti.
Un’ altra eruzione famosa iniziò alle sei del mattino del 30 marzo 1947 e terminò nel tardo aprile dell’anno successivo.
Dopo una serie di terribili scosse di terremoto la montagna, che era ancora coperta dalla neve invernale, si spaccò in due longitudinalmente per l’ apertura di un cratere lineare lungo cinque chilometri.
Un’ ora più tardi, la nube di ceneri effusive emessa dal vulcano, aveva raggiunto un’altezza di trenta chilometri.
Quando le eruzioni cessarono, l’anidride carbonica fuoriuscita, scivolò nelle valli uccidendo molti animali.

La più famosa eruzione d’ Islanda, comunque, è senza dubbio quella avvenuta nel 1783 a causa di un vulcano lineare, il Lakagigar.
Su una frattura di 16 chilometri di lunghezza si aprirono 22 bocche eruttive e da queste ebbe luogo una colata che alla fine risultò lunga 80 chilometri.

Il 15 novembre del 1963 sorse dall’oceano l’isola di Surtsey, nell’arcipelago delle Westmann. Alla fine del marzo 1964, dopo 4 – 5 mesi di attività, Surtsey era diventata un’ isola lunga 1,7 chilometri e alta 150 metri con un’ area che superava gli 0,5 chilometri quadrati.

Il 23 gennaio del 1973, da una frattura sul versante orientale dell’ Helgafell, un cono di un vulcano addormentato da più di 5000 anni che si trova sul’isola di Heimaey, la più ampia delle isole Westmann, ebbe inizio un’ eruzione che durò circa 5 mesi. Le sue lave e le sue ceneri distrussero metà delle case, minacciarono di chiudere il porto e di aumentare di un chilometro quadrato la superficie dell’ isola.

In materia di vulcanismo, l’ Islanda vanta una serie impressionante di record assoluti.

Ancora oggi ospita ben 30 vulcani attivi, l’ attività eruttiva è continua e l’ isola è costellata da tutta la gamma dei più diversi e fantasiosi fenomeni secondari collegati: dai geyser alle fumarole, dalle solfatare alle sorgenti termali.

 

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