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Herdubreidarlindir Nature Reserve e Askja

La piana di lava definita con il nome di Odadahraun si estende dal fiume Skjalfandafljot ad ovest fino al Jokulsa a Fjollum a est. In essa sono presenti affascinanti formazioni geologiche.

Askja

L’ estesa piana di lava definita con il nome di Odadahraun si estende dal fiume Skjalfandafljot ad ovest fino al Jokulsa a Fjollum a est. In essa sono presenti affascinanti formazioni geologiche ( come il monte Herdubreid e il monte Trolladyngja ), grandi vulcani ( come il monte Urdarhals) e fiumi impetuosi come lo Svarta.

L’ intera area si presume si sia formata a causa di un enorme cataclisma alluvionale generatosi alle falde delle montagne di Kverkfjoll ( estremità settentrionale del ghiacciao Vatnajokull ).

L’ area di Herdubreidarlindir – La riserva naturale di Herdubreid

L’ area che circonda il Mt. Herdubreid insieme all’ area di Grafarlond e alle sponde del fiume Lindaa, circa 175 Km quadrati, è stata dichiarata area protetta nel 1974 grazie alla particolare conformazione del territorio e alla particolare vegetazione tipica di altitudini maggiori.

La storia narra di un leggendario uomo di nome Eyvindur Jonsson, alias Fjalla – Eyvindur ( Montagna – Eyvindur), che passò nell’ area di Lindir l’ inverno tra il 1774 – 75, durante la stagione più fredda che avesse mai sentito, senza possibilità di fuoco e nutrendosi unicamente di radici di angelica, uccelli e carne secca.

Le specie più comuni di piante sono l’ archangelica, il salice ed il salice latifoglio. La specie più colorata è la Arctic Riverbeauty. La presenza di specie classificate come primitive è significativa; il muschio grigio, conosciuto come “ hraunkembingur ” ( lana di lava ) cresce raggruppata ed è molto comune nel campo di lava del monte Flatadyngja, ad ovest del Herdubreid.

Il Naflar è un lichene, un composto organico che cresce a metà tra fungo ed alga. Il particolare nome ( letteralmente ombelico ) deriva dal fatto che la pianta si attacca alla roccia come fosse una tela contorta, solitamente rivolta a nord, direzione prevalente di provenienza delle precipitazioni.
La Genziana Alpina mostra la sua bella corolla blu solo quando splende il sole e la Ormaflétta, una specie particolare di muschio, forma serpeggianti strutture a forma di bachi.

Nell’ area di Herdubreidarlindir e Grafarlond nidificano le Oche dalle zampe rosa. La riproduzione avviene circa a metà giugno e tutti gli esemplari lasciano i nidi poche ore dopo l’ ultima nidiata.

Un infinità di specie di uccelli popolano le alte scogliere: Anatre Arlecchino, Gambecchi, Pieveri Dorati, Colombine Bianche, Starne Artiche, Falchetti, Corvi, Gabbiani dal dorso nero e molte altre ancora. Si avvistano frequentemente coppie di Cigni, mentre le Volpi Artiche sono ospiti occasionali di questi territori. Visoni, piccoli topi di campo e raramente qualche Renna, vengono avvistati nell’ area della riserva.

Itinerari

Ci sono numerosi itinerari escursionistici più o meno lunghi nell’ area del Herdubreidarlindir.

L’ escursione ai piedi del monte Herdubreid ( 2 ore circa ) o la sua non facile salita ( circa 12 ore andata e ritorno ), il sentiero lungo le sue pendici da Lindir ( circa 6 ) sono solo alcuni dei possibili percorsi che s’ immergono nella meravigliosa natura della riserva. Si tengano sempre a mente le particolarità e difficoltà degli itinerari in relazione alla stagione nella quale si affrontano tali escursioni, in particolar modo agli inizi dell’estate ( slavine e presenza di neve e ghiaccio ) o nelle ultime giornate di agosto quando le ore di luce tendono a ridursi.

L’itinerario che va al monte Braedrafell, nei pressi del monte Kollottadyngja, parte dalle pendici del Herdubreid e passa per Flatadyngja fino al rifugio di proprietà del Touring Club di Akureyri. Il sentiero è segnalato da paletti e la durata è di circa 7 / 9 ore.

Il monte Askja e la montagna di Dyngjufjoll

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Una delle formazioni geologicamente più importanti nell’ area di Odadahraun è il monte Askja ( dichiarata monumento nazionale nel 1978 ). Una caldera tra i monti del Dyngjufjoll, monti formatisi durante eruzioni sub – glaciali avvenute in era glaciale.

Il vulcano Askja risale ad un periodo più recente. Probabilmente è stato causato da un collassamento di una camera magmatica svuotatasi dopo una forte eruzione all’ interno delle montagne di Dyngjufjoll. Tale depressione ha dato origine ad Askja ( caldera in islandese ) i cui bordi raggiungono i 1100 metri sul livello del mare.

Durante la pasqua del 1875 una spaventosa eruzione viene registrata sul versante meridionale di Askja nell’ area ora del lago di Oskjuvatn. Circa 2,5 km cubici di lava vennero espulsi nell’ arco di poche ore.
Al termine dell’ eruzione, fenomeno molto simile a quello che originariamente determinò la nascita della montagna stessa, la camera magmatica cominciò a franare su se stessa, fermandosi a circa 250 metri più in basso del livello superiore.
La depressione creatasi si è riempita di acqua fino a creare il lago di Oskjuvatn, il lago più profondo dell’ Islanda.
Tra il 1922 ed il 1929 si sono registrate diverse altre eruzioni così come nel 1961 sul Vikruborgir, un cratere minore. La zona è comunque ancora attiva quasi a ricordare quanto giovane ed in continua formazione sia la terra Islandese.

Viti ad Askja.

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Viti ( Inferno ) è un maar ( un cratere creato da una singola eruzione vulcanica esplosiva ) formatosi durante l’ eruzione del 1875. L’ acqua accumulatasi nel vulcano ha una temperatura variabile ( solitamente 30°C o più ) a seconda della quantità di acqua esterna che vi si riversa durante la primavera nel periodo di scioglimento delle nevi. L’ alta temperatura dell’ acqua dovuta ai fenomeni geotermici nel sottosuolo ha trasformato l’ area in una irresistibile ed unica piscina a cielo aperto. E’ comunque raccomandabile la massima attenzione nell’ accingersi ai particolarissimi bagni a causa di possibili scottature, della scivolosità del terreno e alla possibilità di piccole frane dalla sommità del lago.

Itinerari

Dal parcheggio di Vikraborgir è possible raggiungere il lago di Oskjuvatn in 35 minuti. Il percorso è segnalato e facile.

Da Drekagil è possibile raggiungere Viti oltrepassando il versante ovest delle montagne di Dyngjufjoll. La passeggiata tra occupa andata e ritorno circa 5 / 6 ore.

E’ sempre consigliabile conoscere le previsioni del tempo in quanto la zona è soggetta a continui e repentini variazioni delle condizioni atmosferiche e alla formazione di banchi di nebbia in prossimità della sommità del cratere di Askja.

Una passeggiata intorno al lago Oskjuvatn impiega circa 8 / 12 ore. Camminare sulle rive risulta impossibile e pericoloso visto anche il continuo cadere di rocce dal monte che lo circonda.

Un altro itinerario di rilievo è quello che da Drekagil raggiunge il monte Braedrafell, 7 / 9 ore di cammino. Il sentiero è tracciato e comincia a breve distanza a sud est del limite del campo di lava inaccessibile di Vikahraun.

Dall’ area di parcheggio di Vikraborgir parte un itinerario che passando per il passo di Jonsskard arriva fino alla valle di Dyngjufjoll, sede di un rifugio del Touring Club di Akureyri. L’ intero percorso è coperto in circa 9 / 11 ore ed è necessario informarsi preventivamente sul tempo previsto.

Servizi, informazioni e luoghi per pernottare e campeggiare

Le uniche aree di campeggio si registrano sul versante est dell’ area del Odadahraun: a Herdubreidarlindir e a Drekagil.
In queste aree, oltre che alla sede della Nature Conservation Agency di Akureyri, potrete ottenere tutte le informazioni necessarie sulle aree protette, sulle condizioni meteo e sulle possibilità di pernottamento.
Il Touring Club di Akureyri è il responsabile dei rifugi e delle aree di campeggio.
Il rifugio Thorsteinsskali ( Þorsteinsskali ) di Herdubreidarlindir, costruito nel 1960 ha 30 posti letto ed il Dreki lodge di Drekagil ne ha 20.
Il Braedrafell lodge ha circa 12 posti letto mentre il Dyngjufjalladalur una capienza di circa 16 posti.

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