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Islanda : Economia

Dopo il rapido popolamento dei sec. IX e X, e la lunga decadenza che seguì la perdita dell’indipendenza (1262), soltanto a partire dalla seconda metà del XIX sec. l’isola incominciò a uscire dall’immobilismo in cui era caduta la sua economia.

Oggi il miglioramento dei trasporti interni, ed i profondi mutamenti apportati dalla diffusione dell’automobile, hanno radicalmente trasformato la vita dell’isola. Solo di recente si è avuto un deciso incremento della popolazione, che si concentra lungo le coste, soprattutto quelle sud-orientali, il cui clima è mitigato dalla Corrente del Golfo. Il clima è inadatto all’agricoltura, che pure potrebbe trovare condizioni favorevoli nei terreni vulcanici così fertili: solo nelle zone più assolate prospera la patata, il resto è riservato a foraggi e pascoli.
Le acque sotterranee di origine vulcanica, tuttavia, permettono il riscaldamento, oltre che delle abitazioni private, di serre da cui si ottengono notevoli quantità di prodotti orticoli.

L’allevamento del bestiame è essenzialmente costituito da ovini, mentre i bovini hanno un’importanza secondaria. In questi ultimi anni è stato avviato l’allevamento e la trasformazione dei suini.

La risorsa principale è però la pesca che copre la quasi totalità delle esportazioni ed è dotata della più moderna e attrezzata flottiglia d’ Europa.
Le acque islandesi sono tra le più pescose del mondo e le autorità cercano di assicurarsi il diritto su una fascia di acque territoriali più ampia possibile, entrando, a volte, in conflitto con la Gran Bretagna.
Le principali prede dei pescatori islandesi sono merluzzi, aringhe e mallotto. Si pescano anche gamberi, aragoste, pesce persico d’ oceano e l’ eglefino.
Di recente, e dopo aspre polemiche, è stata reintrodotta la pesca alla balena per scopi commerciali. La flotta nazionale conta più di 900 pescherecci che ogni anno catturano oltre un milione e mezzo di tonnellate di pesce

Mentre la maggior parte delle industrie sono connesse con le attività derivate dalla pesca (seccatura e salatura dei prodotti della pesca, fabbricazione dei derivati dei pesci quali olio, farina, concimi, ecc.) l’ Islanda può contare su un grande patrimonio energetico idroelettrico che ultimamente ha rappresentato il fulcro di grandi progetti di sviluppo; sia per la creazione e l’alimentazione energetica delle industrie primarie e secondarie (manifatturiera, ittica, siderurgica ecc.) e sia per la “produzione” di energia destinata alla rivendita a paesi terzi.

Il Turismo sta man mano assumendo un ruolo sempre più importante all’ interno dell’ economia Islandese, con un costante aumento dell’ industria ad esso legato, sia nel settore dell’ accoglienza, che nello sviluppo e crazione delle strutture ad esso legato.

Islanda.it

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