Islanda - terra di pecore
La vita della popolazione islandese è dal IX secolo ed attraverso i secoli seguenti a “stretto contatto” con le sue greggi, condividendone la dura vita dei lunghi gelidi inverni.
Nonostante il riscaldamento ed il cibo continentale diffusisi nel secolo scorso, gli islandesi continuano a considerare le pecore con grande rispetto: costituiscono parte del loro cibo; la loro lana li protegge dal freddo pungente; sono oggetto di ricerca; hanno persino una Facebook fan page.
La pecora islandese appartiene ad un ceppo particolarmente antico e puro; in passato si è cercato di incrociarla con altre razze ma i risultati sono stati talmente deludenti da proibirne l’importazione.
Il loro carattere, testardo e determinato, le rende insofferenti a qualsiasi tentativo di contenimento in recinto ed il risultato è che spessissimo le si possono incontrare sul ciglio della strada, intente a masticare distrattamente l’erba che, con la loro abilità di ricerca…sono riuscite a trovare!
Il popolo islandese è un grande consumatore della carne dei suoi greggi: annualmente se ne producono 8.500 tonnellate, la maggior parte delle quali sono consumate all’interno dell’isola.
Anche la lana è importantissima . Le pecore infatti hanno due strati di pelo: uno lungo e ruvido, l’altro corto e morbido.
Ne risulta un ricercato filato, isolante e veramente duraturo.
| < Prec. | Succ. > |
|---|


COMMENTS