Articolo di Islanda.it

La maratona di Reykjavik


La scelta di correre la maratona di Reykjavik non è certamente soltanto ispirata dal fascino di quest’isola scandinava così lontana dalle rotte più battute ma dal gesto atletico in se.


SUGGERIMENTI:



 

Islanda, terra vulcanica dagli scenari sorprendenti e mozzafiato, a volte dall'aspetto infernale, coi suoi vapori e le rocce laviche che rendono il paesaggio un deserto dove l’uomo a stento riesce a sopravvivere.

Islanda, no man’s land, terra di nessuno, dove la lingua è incomprensibile, dove l’acqua calda che esce dai rubinetti emana un odore poco piacevole che, dicono, faccia bene alla pelle, dove lo sguardo si perde negli spazi infiniti, quasi il tempo si sia fermato al 900 d.c., quando i Vichinghi cercavano di imporsi su un territorio freddo e inospitale.

La Reykjavik Marathon si svolge nel centro di Reykjavik ogni anno il Sabato successivo alla data del 18 Agosto.

In questo sabato viene anche fatta cadere la Reykjavik Culture Night (Menningarnótt - menningarnott.is) uno degli eventi più popolari in Islanda e la più grande festa della città. 

Persone provenienti da tutto il paese e dall'estero ne approfittano per arrivare fino alla capitale e per godere di tutti gli eventi culturali che vengono organizzati. Un vero e proprio festival d'arte con tutti i tipi di rappresentazioni portate in scena in tutta la città, che si tratti di teatro, musica, arti figurative, cibo o semplicemente divertimento.

La Reykjavik Marathon è una maratona di quasi 50 km che inizia con un gran numero di partecipanti, con una bella partenza dal centro della città, down town Reykjavik. 

L’inizio è sempre abbastanza rassicurante: non si resterà soli; il comitato della Reykjavik Marathon si impegna per rendere l’esperienza stimolante creando un progetto immaginario on-line “Reykjavík Runs Us”, allo scopo di rendere la maratona più interessante. A ogni partecipante viene suggerito di fantasticare lungo il percorso (per esempio si può provare a immaginare la musica che i musicisti provano durante il passaggio accanto ad Harpa, la nuova sala da concerti dai vetri scintillanti). Dapprima lungo il lago Tjörnin per poi arrivare sul tratto che costeggia la zona portuale, con l’imponente palazzo di vetro della Harpa Camera Music

In agosto il clima è fresco ma il tasso di umidità è abbastanza elevato. 
La bellezza del percorso comincia fuori città, quando si aprono affascinanti paesaggi lungo il mare e si corre per sentieri stretti fiancheggiati da prati con erba alta. 
Il tempo fresco e umido può lasciar spazio a qualche apertura con momenti di sole tiepido. In fondo i tratti da correre sono quasi sempre pianeggianti ma la stanchezza dal 20esimo km in poi comincia già a farsi sentire. I rifornimenti sono frequenti e abbondanti ma è necessario percorrere lunghi tratti da soli. Dopo la metà del percorso i partecipanti sono infatti diminuiti drasticamente ed è facile sentirsi soli. 
E' possibile anche incappare in uno dei repentini cambiamenti di clima e correre nella nebbia. Qui l’umidità certamente aiuta, uno spugnaggio continuo, ma la paura di perdersi non vi abbandona, come pure il forte senso di isolamento. 
Il clima più soleggiato e tiepido consente di procedere con più sicurezza ma la stanchezza dopo il 35° si fa sentire. 
I rifornimenti sono una necessità, la città è molto lontana, persino al 39° anche se mancano in fondo pochissimi chilometri. 
Gli ultimi sono però i più difficili, le gambe non accompagnano più e si desidera solo arrivare al traguardo.

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